Ultime luci a San Siro, tutto bene. Peccato Bruno Peres anziché Totti…

di PAOLO MARCACCI – Suggestioni meneghine, ultime luci di un San Siro riconoscente e buongustaio, dove l’attualità più stringente, anzi urgente, lascia libera un’eventuale nicchia per l’ultimo capitolo di storia, sfogliato come sempre a colpi di applausi. Capitani eterni e venturi, a confondere e sovvertire le linee del tempo, come se nella storia da predestinato di Donnarumma rivivesse quella di Francesco Totti, un primo piano serafico e silenzioso contro le troppe chiacchiere e il poco rispetto di questi giorni.
Ci vuole la Roma migliore stasera, quella che in partenza sai di non avere, senza Rüdiger e Strootman, colpevole soprattutto di non vestire a strisce. Deve allora essere essenziale, la squadra del verboso Luciano Spalletti; è questa la sensazione che comunica sin dai primi minuti, in effetti. Ci vorrebbe allora tutto il cinismo che spesso manca per tramutare in punti e sicurezze questo predominio territoriale, suffragato dalla fluidità del palleggio. Spietato stasera appare Dzeko, udite udite, che scrolla lo zero a zero dal tabellone con un destro a giro preciso e potente, dopo la lettura perfetta delle titubanze rossonere in disimpegno da parte di Salah. Bissa con un perentorio colpo di testa potente e anticipatorio, su calcio d’angolo da sinistra, il bosniaco dai numeri non casuali, checché ne dicano i mai convinti sulle sue qualità. Al resto della truppa manca in più di un’occasione la capacità di finirlo, il Milan tramortito; aumenta, ad esempio, il numero già elevatissimo dei pali, che stasera non dovrebbero corrispondere ai rimpianti. Quando Rizzoli manda in archivio mezza partita, il tabellone ricorda a Milano il suo prefisso telefonico. È una Roma che avremmo voluto qualche volta di più, sperando che regga.

Si apre, il secondo tempo, con l’ammonizione di Vangioni che non può esimersi dal trattenere Salah; nel frattempo Bertolacci aveva rilevato Mati Fernandez, nel Milan con poca anima e ancor meno idee, in cui Deulofeu si sbatte inutilmente nel tentativo di trascinare i compagni.
È una cosa bella e degna di nota, che ha la gratuità dei gesti sentiti e spontanei, lo striscione con cui la Gradinata Sud di San Siro rende onore al “rivale”, non nemico Francesco Totti, perché anche i vocaboli sono importanti nel tributare ammirazione.
El Shaarawy per Perotti, applaudito dagli ex tifosi l’uno, acciaccato l’altro; fioriscono cartellini: Lapadula, Bertolacci, Manolas. La Roma va a pizzicare l’attenzione di Donnarumma, con l’ennesima incursione di Salah e con la conclusione centrale di Paredes. Non chiude poi a dovere l’angolo di tiro Dzeko, su corridoio nitido che Nainggolan individua a pelo d’erba.
Ocampos per Vangioni, nel Milan che sceglie una trazione più offensiva. Spalletti manda in campo Grenier, per Nainggolan che esce zoppicando. Grenier. Manca un cambio a questo punto. Uno. Quello che Totti e Milano meriterebbero. Donnarumma schiaffeggia via, dopo un rimbalzo maligno, un diagonale di El Shaarawy. Roma che non ha trovato il terzo per troppe volte, per questo arriva l’uno a due del Milan, con un colpo di testa di Pasalic incredibilmente solo su un calcio d’angolo da destra. Ammonito Ocampos, sempre su Salah. Andrebbe nascosta la palla, in quest’ultimo quarto d’ora di passione. Chi, se non Totti? A maggior ragione quando arriva il terzo, salvifico è meritato nelle proporzioni, gol di El Shaarawy, delizia tecnica di interno destro su assist di testa di Dzeko, oggi decisivo su tutto il fronte offensivo. Potrebbe poi arrivare il quarto, con una conclusione di Salah murata da Zapata. A dieci dal termine, Spalletti sceglie Bruno Peres. Bisognerebbe chiedere scusa al pubblico di San Siro che meritava una ultima perla di storia. Andrebbero chiesti molti perché, ma ormai è inutile, oltre che sterile. È una mancanza di rispetto? A nostro avviso si, perché lo chiama il settore ospiti, Totti, è tutto lo stadio applaude. Malinconia vera, ad aumentare il disappunto. Rigore per la Roma, steso Salah da Paletta, espulso da Rizzoli. Sarebbe stato il rigore del Capitano infinito, lo trasforma De Rossi nonostante Donnarumma scelga bene l’angolo. Napoli di nuovo terzo, Roma più che convincente. Sarebbe stata la serata perfetta, è mancata una piccola grande cosa, a noi come ai tifosi del Milan. Bastava poco, ma quel poco non lo si è voluto fare, evidentemente.
Tecnicamente bravi tutti, stasera; i sentimenti sono un’altra cosa, Milano stasera li ha rispettati.

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