Tre punti, il minimo sindacale. Ma è stata un’altra serata senza luci

Tre punti, il minimo sindacale. C’è solo il risultato nella cassaforte giallorossa che sperava in un turno infrasettimanale più positivo in chiave Champions 2018-2019, ma la classifica è rimasta quella del mattino, con Inter e Lazio sicuramente più convincenti – oltre che vincenti – rispetto alla Roma. E, non ce ne voglia Di Francesco, siamo obbligati a ribadire che la squadra figlia del turn over non ha nulla a che vedere con quella “titolare”. Così come non ce ne vogliano Gonalons, Gerson e Pellegrini (sì, Pellegrini!) se definiamo questo centrocampo uno dei più scadenti di tutta la serie A (Benevento escluso…).
Il fantasma del Liverpool, ahinoi, continua ad aleggiare, a concedere alibi e giustificazioni, da rifiutare con decisione visto che la squadra nella sua totalità di rosa non riesce a crescere e i musi lunghi sugli spalti dell’Olimpico era tanti, troppi ma tutti legittimi perché la prestazione è stata ancora una volta di quelle da dimenticare. Quante volte abbiamo sentito la frase dei telecronisti&bordocampisti “Di Francesco è furibondo”? Caro Mister, onori e oneri: se la Roma è fantastica e storica in Champions contro il Barcellona, per essere poi assente e indisponente contro il Genoa in campionato, l’allenatore non può che stare in pole position in entrambe le occasioni.
Abbiamo sentito la stramba coppia di Sky (ci sarà qualcuno che ha conteggiato le immancabili sciocchezze di caressa?) definire Lorenzo Pellegrini migliore in campo. Subito dopo nel pagellone dei più bravi è stato inserito Alessandro Florenzi; come direbbe la nonna di Carlo Verdone? “Annamo bbene…!”.

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