La Roma è sparita, Di Francesco rischia con il Derby. E Monchi disse: “Siamo sulla strada giusta”

Avremmo potuto riproporre l’Editoriale di mercoledì scorso, quello suggerito dalla sconfitta di Barcellona, e probabilmente nessuno se ne sarebbe accorto. Lo mettiamo in coda a queste poche righe proprio per ribadire come la situazione della Roma sia oltremodo precaria, sull’orlo di un abisso. La gara di ritorno in Champions e ancor di più il Derby successivo, ci diranno che tipo di bilancio si potrà stilare e – non ce ne voglia Di Francesco – quale futuro bisogna aspettarsi, con la costante latitanza della Società (è in arrivo Pallotta: che sfiga!), con i proclami ma soprattutto le analisi dissennate di Monchi.
La realtà è che questa squadra non potrà che peggiorare perché – scommettiamo? – ci saranno nuovi sacrifici dopo quelli di Salah e Ruediger, perché ci sono top player che non sono più tali (Nainggolan), altri ottimi giocatori che si sono disintegrati (Strootman), per non parlare degli acquisti fallimentari (Moreno, Karsdorp, Silva – chi l’ha visto? – Gonalons, Defrel e mettiamoci pure Schick). Sulla sfida con il Barcellona forse è perfino vietato sognare, quanto al Derby il primo a temere l’ultima spiaggia è proprio Di Francesco. Auguri.
P.S.: sapete cosa ha dichiarato il Senor Monchi prima della partita con la Fiorentina: “La Roma c’è, lo ha dimostrato a Barcellona”. Peggio di un gatto nero…

L’EDITORIALE DI MERCOLEDI’
Il senor Ramon Rodriguez Verdejo, detto Monchi (un giorno scopriremo perché…) ripete spesso che non è importante vincere un trofeo, ma vincere con continuità. Insomma, parole all’insegna della rondine che non fa primavera. Come non essere d’accordo? Si dà però il caso che all’orizzonte giallorosso di rondini non c’è traccia, anzi non si scorge nemmeno l’ombra di un passerotto. Sarebbe ingiusto gettare la croce addosso al direttore sportivo spagnolo, è doveroso aspettare i frutti del suo lavoro, anche se mentiremmo a noi stessi e alla verità se non facessimo rilevare la sua gestione quasi fallimentare a livello di scelte tecniche: non ci fosse stata l’esplosione di Cengiz Under, forse vedremmo il senor Monchi sulla graticola, rosolato da Hector Moreno, Karsdorp, Gonalons, ecc.
Barcellona dal punto di vista delle rondini ha segnato la fine della primavera, che di fatto non è mai iniziata. Lo diciamo augurandoci di sbagliare: non ci sono chances di passaggio del turno, per quanto strano e imprevedibile possa essere il calcio.
A nostro modestissimo avviso, alla Roma resta solo un traguardo, un posto nella prossima Champions: non sarà comunque un trofeo, per quelli bisognerà aspettare e chissà fino a quando visto che all’orizzonte non c’è nemmeno una fiammella di speranza. Non si parla mai, nemmeno per scherzo, di un fuoriclasse in arrivo, in compenso sono in molti a mostrarsi rassegnati per la partenza di Alisson: dopo Salah e Ruediger (senza dimenticare Paredes) toccherà al brasiliano far felice James Pallotta, che ovviamente s’è ben guardato dal presenziare alla sfida di Barcellona. Ci assicurano che l’ha vista in Tv, senza soffrire come un vero tifoso, perché lui potrà essere tutto tranne che un ‘vero’ tifoso.
Sulla sconfitta al Camp Nou non c’è molto da dire: tutto secondo copione, al di là degli autogol, del rigore negato, del coraggio almeno per metà gara, di quel gol di Dzeko subito azzerato dalla risposta di Suarez. La Roma di oggi è questa, si dondola su un’altalena pericolosa e in questo finale di stagione dovrà faticare parecchio per quella famosa poltrona europea e – UDITE UDITE – dietro l’angolo c’è un Derby ad altissimo rischio. Può valere molto per la Roma, moltissimo per Di Francesco e la sua panchina!

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