Pallotta vola a Liverpool: “Come presidente mi darei una C come voto…”. Beh, meglio non tradurre

James Pallotta torna a parlare dopo le dichiarazioni di ieri. Il presidente della Roma, intervistato da The Guardian, ha analizzato la prossima sfida contro il Liverpool in Champions ed ha anche spiegato alcuni progetti in cantiere per rendere il club giallorosso ancora più grande, tra cui ovviamente lo Stadio della Roma. Ecco le sue parole: “Volerò a Londra lunedì, così potrò andare a Liverpool. Però non sono andato a Barcellona, ma sono andato alla gara di ritorno a Roma, quindi non saprei. Devo seguire la mia lista di superstizioni. E’ un mucchio di piccole cose. Ogni singolo anno, ogni singolo mercoledì, puoi eliminare qualsiasi squadra se giochi 94 minuti come quelli che abbiamo fatto contro il Barcellona. Ma se vuoi essere tra le prime dieci squadre al mondo, devi avere i ricavi. Non avevamo un settore commerciale, non avevamo un settore digitale, né un canale tv e una stazione radio, non avevamo gli studi. Adesso sì. Spendiamo milioni di dollari al mese per mantenere lo staff, i progetti e tutto questo tipo di cose. Non puoi stare lì seduto e pensare: ‘Ehi, verrà rimandato ancora un anno’”.

LEADERSINSPORT – Il presidente della Roma, James Pallotta, ha rilasciato un’intervista a ‘Leadersinsport’ facendo un bilancio di questi anni alla guida dei giallorossi, e affrontando la questione stadio. Queste le sue parole.

Che valutazione dà ai suoi 5 anni e mezzo di presidenza?
Sembra che sia passato molto più tempo e non soli cinque anni e mezzo. Non c’è dubbio. Non ho molta pazienza per le cose, penso che potevamo fare meglio alcune cose, ci sono state alcune ferite autoinflitte, altre cose dovute all’ambiente e altre ancora da imparare, quindi penso che mi darei una C come voto. Abbiamo fatto alcune cose buone sul lato calcistico e digitale, e penso che non ci siamo concentrati su alcuni aspetti commerciali. Non per quanto riguarda lo stadio, sul quale abbiamo fatto un grande lavoro, ma generalmente ci sono elementi di branding e marketing e cambiamenti che probabilmente avremmo dovuto fare prima.

Perché c’è l’ambizione di far diventare la Roma la seconda squadra di tutti?
Mi piacerebbe che fosse la squadra preferita di tutti, ma sapete che la realtà è che non accadrà mai per nessuno. Otterremo nuovi fan, ma penso che, pur con la nostra fanbase da continuare a far crescere, con 3 miliardi di persone che seguono il calcio, se riuscissimo a ottenere un 1% di questi sarebbero 30 milioni di tifosi. Se fai in modo che apprezzino quello che fai e li convinci a spendere 5-10-15-20 dollari per una sciarpa o un cappellino, quei ricavi ti permettono di migliorare la squadra e migliorare l’esperienza per i tifosi.

Inaugurazione dello stadio nel 2021?
Lo spero. In molti stadi ci sono errori derivanti dal fatto che non si è pensato all’intero ecosistema, o che gli sponsor hanno deciso come dovevano esser fatti, ho visto tanti errori del genere. Il mio background è latecnologia, ho investito in centinaia di compagnie private, le persone si interessano alla tecnologia. Vogliamo essere sicuri che lo stadio sia fatto in modo tale che quando la tecnologia migliorerà potremo utilizzarla senza dover fare modifiche. Le persone utilizzano 2-3 volte la realtà virtuale e poi spendono 100-200-300 dollari”.
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Pallotta si darebbe una C come voto. Forse è meglio non tradurre quella lettera…

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