Mercato chiuso, le chiacchiere stanno a zero. E i conti non tornano…

Le chiacchiere stanno a zero. Lo diceva John Wayne a Dean Martin nel film “Un dollaro d’onore” e chissà quante volte abbiamo usato (e abusato) di questa frase, che ci viene in soccorso nel momento in cui cala il sipario sulla sessione estiva del calciomercato: da oggi niente più chiacchiere, appunto, perché i giochi sono stati fatti e siamo in fase di bilanci. Noi proviamo a tirare le somme della campagna giallorossa e i conti, lo diciamo subito, non tornano.
Nelle ultime settimane abbiamo spesso ripetuto come Ramon Rodriguez Verdejo, detto Monchi, goda di stima senza argini tra i media della capitale. Un bonus che il dirigente si è guadagnato in tanti anni di onorata e gratificata carriera a Siviglia, tanto da arrivare in Italia ammantato da un alone di magia, un direttore sportivo capace di trasformare in oro tutto ciò che toccava, nel suo caso tutto ciò che faceva acquistare a basso costo per essere poi rivenduto a cifre esorbitanti. Insomma, uno che prelevava bigiotteria per poi commercializzarla a 18 carati. Ma a stimare il dirigente è la stragrande maggioranza della tifoseria, o almeno quella che manifesta sui social, alle emittenti radiofoniche e televisive la fiducia incondizionata. Meglio così.
Visto che le chiacchiere si sono azzerate, vediamo le famose somme di Trigoria: per giudicare non all’altezza delle aspettative il mercato della Roma basta riproporre le parole che Eusebio Di Francesco e lo stesso Monchi hanno più volte esposto in pubblico. Di recente molti osservatori al di sopra di ogni sospetto hanno giudicato negativamente, o comunque non sufficientemente positivo, il lavoro svolto; noi vorremmo ricordare le parole di Aldair che non si può certo definire un nemico della Roma. Ebbene, l’ex difesore brasiliano vede la squadra di oggi “meno competitiva rispetto a quella gestita da Spalletti”. Tornando alle promesse, inutile sottolineare che la lacuna più grave riguarda gli obiettivi primari che non sono stati raggiunti: non si è trovato il sostituto di Salah, dopo aver rincorso per mesi Mahrez (un manager esperto come Monchi avrebbe dovuto capire dopo pochi giorni che avrebbe perso solo tempo prezioso ad inseguire l’algerino del Leicester), così come non si è trovato un’alternativa a Ruediger, frettolosamente ceduto al Chelsea dopo il voltafaccia di Manolas in chiave-Zenit. Alla fine del giro, la giostra giallorossa si è fermata sul nome di Castan…
Va comunque dato atto che nel suo insieme la rosa è stata migliorata, avendo panchinari di buona qualità, come Gonalons, Pellegrini e Defrel. Non ci soffermiamo su Karsdorp e Moreno, la cui utilità dovrà essere verificata sul campo, una volta smaltiti gli acciacchi e confidiamo nella famosa magìa di Monchi in riferimento all’acquisto di Cengiz Under, per il quale sono comunque stati sborsati quasi 15 milioni. C’è da aggiungere come sia stata un’acquisizione eccellente quella di Kolarov, che solo qualche idiota contesta per via dei suoi trascorsi biancocelesti. E ovviamente va esaltato l’acquisto di Patrik Schick, una vera e propria perla, un potenziale, giovanissimo top-player che comunque nulla ha – né deve avere! – a che fare con il ruolo di successore di Salah. Ci sembra altresì doveroso sottolineare che nello specifico dell’acquisto dell’attaccante ceco non bisogna esaltare le qualità di Monchi visto che al prezzo concordato con l’astuto Ferrero (42 milioni) qualsiasi collega del dirigente spagnolo avrebbe avuto gioco facile ad assicurarsi il centravanti (sì, centravanti). Adesso tocca a Di Francesco trovare soluzioni tattiche che esaltino le doti del giovanotto e sappiamo quanto gli allenatori non amino stravolgere le proprie dottrine tattiche in funzione di un elemento… Ma per il Mister forse questo sarà il pensiero meno assillante, dovendo far crescere il gruppo nella sua globalità.

Written by 

2 thoughts on “Mercato chiuso, le chiacchiere stanno a zero. E i conti non tornano…”

  1. E’ davvero ‘Semplice’ far finta di niente. Non è questione di matematica, i conti che non tornano sono quelli dell’allenatore e dei tifosi. Quelli forse meno ‘Semplici’…

Comments are closed.