La Roma ancora non c’è. E il ‘mago’ Monchi non si vede…

E’ difficile, forse impossibile che la stampa romana nella sua globalità si trovi d’accordo nel giudicare qualcuno che orbita nel pianeta pallonaro della capitale. Perfino su Francesco Totti c’è stata negli anni qualche voce in disaccordo. L’eccezione porta il nome di Ramon Rodriguez Verdejo, il senor Monchi che James Pallotta – o chi per lui – ha deciso di portare a Trigoria come successore di Walter Sabatini, tributandogli onori degni di un fuoriclasse, o magari di un top player. Mai una voce contraria, un distinguo, un interrogativo, e dire che il lavoro fin qui svolto è – almeno a nostro modestissimo parere – decisamente insufficiente.
Cominciamo dalle cessioni, ponendo una domanda: il già citato Sabatini (ma oseremmo azzardare anche il nome di Massara…) non sarebbe stato capace di vendere Salah al Liverpool, Ruediger al Chelsea, Paredes allo Zenit e lo stesso Mario Rui al Napoli con le stesse modalità di Monchi? Quindi, non parliamo di magia. Anzi, in archivio resta solo la figuraccia di aver dichiarato “assolutamente incedibile” Ruediger per poi essere costretto al dietrofront, causa ripensamento di Manolas.
Quanto agli acquisti, più ombre che luci. Su Karsdorp vale la pena stendere un velo pietoso e rimandare i giudizi a quando avremo la possibilità di vederlo in campo; ricordiamo soltanto che è arrivato a Roma con un ginocchio da “ripulire” e con una successiva diagnosi di quattro settimane che sono in realtà scadute da parecchio tempo. C’è poi Hector Moreno, una scommessa sulla quale sono in pochi a voler puntare, tanto che hanno sposato la tesi del messicano acquistato come sostituto di Vermaelen. Cioè del nulla.
Ci sono poi Gonalons, acquisizione sicuramente positiva, Lorenzo Pellegrini (che avrebbe saputo riscattare anche il figlio di Massara, per via della ‘recompra’ stilata a suo tempo con il Sassuolo), Gonalons (sicuramente un altro arrivo utile) e Defrel, l’altro ‘sassuolino’ sul quale è disposto a scommettere l’allenatore. Abbiamo lasciato per ultimo Cengez Under, il famoso sosia di Dybala: ecco, lui sì che potrebbe essere il jolly di Monchi, il ragazzotto semisconosciuto che nello spazio di un paio di stagioni potrebbe fruttare una plusvalenza degna del dirigente spagnolo. Ma in questo momento la Roma avrebbe bisogno di certezze per fare un passo in avanti, mentre registriamo una pausa, se non addirittura qualche metro all’indietro.
Tutto qui. Assai poco, considerando la telenovela assai triste e noiosa costruita attorno a Mahrez. Doveva essere la ciliegina sulla torta, ma l’algerino è destinato a restare al Leicester, quindi non avremo più nemmeno una torta decente e qualunque sia l’alternativa, sarà un cerotto su una ferita che difficilmente potrà essere rimarginata in tempi brevi. Certo, ci sarebbe Berardi che cancellerebbe qualsiasi ombra, ma bisognerebbe andare a bussare alla porta di Pallotta che, si sa, non è mai propenso ad aprire quando c’è qualcuno che chiede denari…
P.S.: la favoletta raccontata da Premium a proposito di Nainggolan e l’Inter è un punto a favore di Monchi. Ma non è un caso se l’abbiamo definita favoletta…

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