La partita perfetta, comunque vada, resterà nella storia della Roma

La Roma sparita ricompare all’improvviso. L’avevamo lasciata a pezzi dopo la sconfitta con la Fiorentina, lacerata dall’ingiusto poker subìto a Barcellona, preceduto dall’altrettanto deludente pareggio di Bologna. Non c’era proprio più la squadra che Di Francesco aveva fatto funzionare a meraviglia proprio in Champions League, e forse serviva la partita dell’impossibile per mettere in archivio la partita perfetta.
Noi giornalisti non dovremmo mai voltarci indietro. Non dovremmo rileggere quello che scriviamo, perché come diceva Nils Liedholm “i giornalisti sono gli allenatori più bravi, perché giudicano dopo e possono cambiare opinione”. E’ vero. Ma state pur certi che se a prevalere è la dignità, i giornalisti spesso sono costretti a fare mea culpa, mai pubblicamente, ma così è.
Non parliamo dei tre gol. Non parliamo della qualificazione. Non parliamo della semifinale che disputeremo continuando a sognare. Vogliamo parlare di tutti quei tifosi che abbiamo visto piangere, bambini e ragazzi, adulti e anziani, uomini e donne, tutti quelli che forse avevano solo sentito parlare di qualche 3-0 in Coppa Campioni ai tempi di Falcao, cioè mille anni fa.
Domenica c’è il Derby che avevamo definito fondamentale per il destino di Di Francesco. Sarà una sfida importante ma non più decisiva per il Mister che passerà alla storia per la partita perfetta…

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