La Champions che verrà: perché la Roma non deve pensare al Liverpool

Facciamo finta che il Derby non sia stato giocato. E’ finita senza gol, con qualche piccolo rimpianto giallorosso (per via dei due ‘legni’), con la marcata delusione di Eusebio Di francesco che forse si era illuso di poter rivedere in campo la stessa Roma esaltata in Champions, almeno dal punto di vista della determinazione. Così non è stato e, ribadiamo, facciamo finta che la stracittadina non si sia disputata: bisogna guardare avanti e per un attimo accantonare anche la doppia sfida con il Liverpool. Impresa non da poco.
Vogliamo mettere a fuoco le ultime sei giornate di campionato per finalizzarle alla conquista di un posto nella prossima Champions League: sei giornate alla fine del torneo, Roma e Lazio appaiate ma con un solo punto in più rispetto all’Inter. Vediamo in dettaglio cosa propone il finale di stagione.
Per la Roma: in casa Genoa, Chievo e Juventus. Fuori casa: Spal, Cagliari e Sassuolo.
Per la Lazio: in casa Sampdorias, Atalanta e Inter (!). Fuori casa: Fiorentina, Torino e Crotone.
Per l’Inter: in casa Cagliari, Juventus e Sassuolo. Fuori casa: Chievo, Udinese e Lazio ().
Il doppio punto interrogativo posto accanto alla sfida tra Lazio e Inter proprio all’ultima giornata vuole sottolineare come la lotta a tre possa decidersi il 20 Maggio, cioè nella giornata di chiusura, ma la Roma può, ma soprattutto deve riuscire a mettersi al riparo in anticipo. Ha i mezzi tecnici per farlo, tuttavia proprio la Champions in corso può in qualche modo rappresentare l’ostacolo più difficile, al di là del sogno della finale di Kiev. La doppia sfida con il Liverpool andrà ad inserirsi proprio nel momento più delicato del campionato e il borbottio di Di Francesco dopo il Derby deve ‘illuminare’ la squadra a conservare grinta e lucidità, esaltate contro il Barcellona e poi offuscate contro la Lazio.

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