Gli autogol di Pallotta e gli esempi di Viola e Sensi: loro erano prima di tutto tifosi, Mister James non lo sarà mai

Ogni volta che apre bocca fa autogol. E’ davvero singolare il destino di James Joseph Pallotta Jr, uno dei presidenti meno amati nella storia dell’Associazione Sportiva Roma, che pure nel corso degli anni ha saputo proporre personaggi come Giuseppe Ciarrapico e Alvaro Marchini. Il Mister di Boston si sta seriamente impegnando per conquistare la pole position, cioè la leadership dei dirigenti da dimenticare il più in fretta possibile. Il suo impegno è costante su tutti i fronti (chiacchiere, acquisti sbagliati, cessioni deleterie e dolorose, rapporto con i media, ecc. ecc. ecc.). Insomma, non c’è settore in cui non brilli per autolesionismo.
Spesso, molto spesso, abbiamo cercato di dirottare le responsabilità degli autogol presidenziali sui nullapotenti di Trigoria, cioè su quei dirigenti che dovrebbero, oltre che sorvegliare, anche gestire le emergenze, smussare le polemiche, coordinare i vari settori della Società. E invece… Invece soffiano sul fuoco, cercando di spostare su altri (che siano i tifosi o le radio poco importa) le loro responsabilità. Del resto, basta osservare Gandini, il mega dirigente che ha il Milan nel cuore: lo ritroviamo sempre nei ‘galà’ internazionali, in quelle riunioni che partoriscono solo maxi-cene, inutili riconoscimenti, molti flash e nulla più.
Ma torniamo a Pallotta e al suo ultimo colpo basso: la polemica con le radio romane. Se davvero Eusebio Di Francesco non le ascolta meriterebbe un Oscar e il suo esempio dovrebbe essere seguito da chi informa malamente il Presidente. Definire “merda” o “fango” quel che viene prodotto dalle emittenti della capitale che si occupano dell’A.S. Roma è, oltre che inelegante, non veritiero. Dai microfoni delle radio – non solo romane – escono quotidianamente fesserie, bugie, stupidaggini, giudizi prezzolati, e tantissime altre parole senza fondamento, ma l’ultimo che se ne dovrebbe preoccupare è proprio Pallotta. Anzi, chi gli riferisce cose che lui non può certo ascoltare da Boston.
I nullapotenti di Trigoria dovrebbero preoccuparsi di quel bilancio costantemente in rosso, nonostante le già citate dolorose cessioni. Dovrebbero smetterla di annoiarci con il nuovo stadio, con le promesse di un cambiamento che non arriva, con le missioni di Monchi che si concludono puntualmente con risultati miserrimi. La Roma, la NOSTRA Roma, ha bisogno di altro. Inutile ricordare gli esempi di Dino Viola e Franco Sensi perché loro prima ancora di essere Presidentierano Tifosi, cosa che James Joseph Pallotta Jr non è e non sarà mai!

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