Coppa Italia: la Lazio domina e vince 2-0 con i gol di Milinkovic e Immobile. Roma lenta, impacciata e scontata

Nainggolan con la fascia di capitano, non è una novità per il Derby, ma dopo le ‘cannonate’ di domenica sera a San Siro nessuno più di lui avrebbe meritato quei gradi, avendo scelto Luciano Spalletti una formazione senza romani (né italiani…), con Totti e De Rossi in panchina e Florenzi più distante. Uno schieramento annunciato, con Alisson tra i pali, come succede sempre nelle Coppe, con Emerson Palmieri che torna titolare dopo il forzato forfait in campionagto, e con Leandro Paredes all’ennesima prova, anzi ad una sorta di tesi di laurea visto che quel che succede nella stracittadina viene sempre amplificato, nel bene e nel male.
E proprio Paredes risulta l’immagine della Roma nei primi 45 minuti, che la Lazio chiude in vantaggio grazie al gol che Milinkovic Savic firma alla mezzora, sfruttando un assist corto di Felipe Anderson, la cui accelerata in area manda in tilt i corazzieri giallorossi. Paredes, appunto. Gioca come sempre in pantofole ma la ragnatela costruita saggiamente da Simone Inzaghi non gli consente giocate illuminanti. Nainggolan è ingabbiato da Biglia, Salah non riesce a vincere un solo duello con Wallace mentre Ruediger è in difficoltà con Lukaku (!). E poi c’è Manolas che vaga da un fronte all’altro, costretto (da Inzaghi…) a fare il costruttore, proprio lui che non ha piedi buonissimi.
Insomma, Spalletti perde il primo round perché sulla sua scacchiera ci sono le solite pedine, ma quelle avversarie sembrano muoversi meglio e il fatto che il possesso palla sia nettamente a favore della sua squadra non dà l’idea esatta del film. Dzeko sparacchia senza mai centrare i sette metri alle spalle di Strakosha che alla fine resta inoperoso, al contrario di Alisson che deve compiere almeno un paio di interventi risolutivi, su Milinkovic Savic e Immobile. Di buono per la Roma, pensate un po’, è l’ammonizione che rimedia Parolo, costretto a saltare la sfida di ritorno, ad inizio aprile.
La Roma riparte ma resta sull’orlo del baratro. Un tiro di salah pizzica il palo, si tratta dell’unico lampo di una ripresa che vede la Lazio continuare ad allargare le sabbie mobili intorno ai rivali. Spalletti tira via l’inesistente Paredes e manda in campo Perotti, poi si gioca la carta El Shaarawy per Salah, ma le cose non cambiano. Dzeko è nella serata del ‘pippone’ della passata stagione e inutile cercarlo, stanco, lento, scontato. La Lazio corre il doppio e Simone Inzaghi si gioca la pedina Keita per cercare lo scacco matto. Non sbaglia nemmeno stavolta perché sarà proprio il ragazzotto a mettere in crisi Manolas e servire ad Immobili un pallone d’oro per il 2-0. Ad un quarto d’ora dalla fine non è più sull’orlo del baratro, sta scivolando dentro senza possibilità di fermarsi.
Nel finale Spalletti si gioca la carta Totti, ma non è serata di miracoli, nemmeno il Capitano può arrivare a tanto. Arrivederci ad aprile.

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