La brutta Roma del primo tempo si trasforma e travolge il Torino: 3-0 con gol di Manolas, De Rossi e Pellegrini

Il Torino è sinonimo di turn over ma stavolta Di Francesco cambia lo stretto indispensabile, non ripetendo l’errore commesso in occasione della sfida di Coppa Italia, quando rivoluzionò la squadra facilitando l’eliminazione della sua squadra. Stavolta ci sono Juan Jesus accanto a Manolas e Schick al centro dell’attacco, ma si tratta di scelte obbligate viste le squalifiche di Fazio e Dzeko. L’unico, vero avvicendamento è quello di El Shaarawy al posto di Perotti. Anche Mazzarri deve giocoforza rivedere l’undici granata, stante la squalifica di Burdisso e l’infortunio di Ljajic.
Basta una manciata di minuti per capire che, ahinoi, la Roma è in versione Olimpico, cioè con pochissime idee e tutte molto confuse. Alla fine del primo tempo si annota l’assoluta inattività di Sirigu (nemmeno un tiro nel suo specchio di porta) e i soliti miracoli di Alisson che tengono in piedi la baracca giallorossa. Il portierone brasiliano salva lo 0-0 su Iago Falque, Belotti e Acquah su altrettante occasioni che il Torino riesce a costruirsi ribaltando velocemente il gioco. Tanto moviolata la manovra romanista, quanto rapida quella granata che riesce a sfruttare le tante, troppe voragini che i aprono nell’assetto difensivo.
Non ci sono luci accese, a parte quella perpetua di Alisson, nello schieramento giallorosso. Florenzi va a corrente alternata, qualche ‘guizzetto’ in avanti, molte amnesie dietro. Kolarov ormai è un diesel e Iago falque lo stordisce ad ogni inziativa; Nainggolan si perde nelle praterie, mentre De rossi e Strootman svolgono un compitino pieno di inutili e infruttuosi ghirigori. Under e El Shaarawy non brillano, per quanto s’impegnino, mentre delude assai Schick. Sembra uno Dzeko con due palle di piombo ai piedi, incapace di vestire i panni del bomber. Insomma, quarantacinque minuti talmente brutti da lasciar sperare: è sempre difficile raschiare il fondo…
E se non vuoi raschiare il fondo puoi tentare di risalire dal pozzo, cosa che fa la Roma. Si rovescia tutto: campo, atteggiamento tattico, occasioni, di tutto e di più. Al minuto numero 55 arriva il gol di Manolas, il cui stacco perenterio non dà scampo a Sirigu, su ottimo assist di Florenzi, quasi in fotocopia della rete firmata da Dzeko a Napoli. Il vantaggio fa volare i giallorossi, annichilendo il Toro, incapace di mostrarsi pericoloso.
E’ davvero un’altra squadra. Le occasioni invisibili del primo tempo diventano fatti reali ed ecco arrivare vicini al raddoppio prima Florenzi e poi Kolarov. Mazzarri cerca di correre ai ripari inserendo Niang al posto di Iago Falque (scomparso dopo l’ottima prima parte) e poi Barreca per l’acciaccato De Silvestri. Ma si tratta di sostituzioni marginali, che non incidono. Cosa che invece riesce a capitan De Rossi: al minuto 73 il Capitano fa centro, girando al volo un assist verticale di Nainggolan. Anche lui, come in precedenza Nainggolan, manda un messaggio ad Astori, l’amico scomparso e rimpianto. Non è tutto perché prima che cali il sipario arriva il terzo gol di Lorenzo Pellegrini, che era subentrato proprio al posto di De Rossi: il giovanotto chiude al meglio un rovesciamento che lui stesso aveva avviato, per essere rifinito da Nainggolan. E’ 3-0. Troppa grazia? Forse no…

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