Champions, il sogno è realtà! La Roma schianta il Barcellona e conquista la semifinale con i gol di Dzeko, De Rossi (rigore) e Manolas. Delirio allo stadio Olimpico

Tra Bingo e Game Over. Il destino della Roma potrebbe decidersi in cinque giorni, tra la disperata mission impossible in Champions contro il Barcellona e la potenziale pietra tombale del Derby di domenica prossima, che non potrà non incidere sul posto d’elite in Europa nella prossima stagione. Cinque giorni difficili, vissuti con qualche apprensione di troppo, frutto dei risultati – e le prestazioni – in campionato (pari a Bologna e sconfitta casalinga contro la Fiorentina) intervallati dal poker tanto sfortunato quanto traumatizzante del Camp Nou.
L’Olimpico è vestito a festa avendo la prevendita vissuto giorni intensi soprattutto prima della gara di andata. Alla famosa rimonta ci pensano tutti ma forse non ci crede nessuno perché per quanto imprevedibile, il calcio ha comunque le sue regole, i suoi dogmi e hai voglia a sfogliare gli annali per agguantare un precedente in qualche modo favorevole ai giallorossi o sfavorevole ai catalani… Non ce ne sono.
Le novità della vigilia riguardano il ‘coraggio’ di Di Francesco che vara una formazione pretenziosa, un team sicuramente ad alto rischio ma che nessun tifoso si sente di contestare, anzi. C’è poi il presidente Pallotta in tribuna, ma a parte i cortigiani nullapotenti di Trigoria, nessuno lo nota: non è mai stato (né mai lo sarà) portatore sano di buone notizie. Rassegnamoci a qualche banalità, a qualche frase fatta, a qualche promessa che comunque non manterrà. L’ultima, ahinoi, riguarda Alisson: Mister James dice che non sarà ceduto, quindi possiamo già reclutarlo nella squadra di Salah, Ruediger & Co.
Barcellona, dunque. Con l’inno della Champions che dà brividi e coraggio. Si parte sognando di fare Bingo ma sentendo aleggiare il Game Over… Nella formazione iniziale accanto a Dzeko c’è Schick e si spera che tutto quello che non è accaduto in tanti mesi possa accadere in una notte; Florenzi resta davanti, ma nel pacchetto difensivo manca Bruno Peres, mentre trova spazio Juan Jesus, poi la vecchia guardia: oltre a Kolarov, ecco de Rossi, Strootman e Nainggolan.
Perché i sogni abbiano inizio c’è sempre bisogno di qualcosa di speciale e la Roma riesce a trovarlo dopo una manciata di minuti, esattamente cinque, quando De Rossi indovina l’assist verticale per Dzeko. Stop e colpo vincente di Edin, che quasi non esulta perché impegnato a recuperare il pallone finito alle spalle di Ter Stegen. L’Olimpico va su di giri, non solo per la rete, ma per la determinazione, la forza, la concentrazione dei giallorossi che fanno pressing a tutto campo, infastidendo il Barcellona, incapace di imbastire una sola azione per tuto il primo tempo.
C’è la mano di Di Francesco che ha disegnato una squadra assolutamente inedita per posizionamento in campo; c’è Schick che non sbaglia una virgola, i centrocampisti che si dannano l’anima anche a gioco fermo. E la possibilità di raddoppiare si presenta ai due attaccanti, entrambi con deviazioni aeree: prima Schick (a lato d’un niente) e poi Dzeko (bravo il portiere tedesco a deviare) avrebbero potuto dare ancora più sostanza a quel sogno iniziato al minuto numero 5 ma si va all’intervallo sull’1-0 con molti romanisti in campo infuriati con l’arbitro francese Turpin, un damerino che promette solo sfracelli anti-Roma, così fragile nel tenere a bada la sfrontatezza (soprattutto dialettica) dei catalani, Messi in testa.
Che il giovanotto possa combinare lo si capisce al minuto 57′, quando non vede (o fa finta) una solare trattenuta di Piquet su Dzeko. Per fortuna della Roma l’assistente del direttore di gara non può fare a meno di ‘consigliare’ il penalty. Sul dischetto va De Rossi: gran destro e 2-0. Quel piccolo sogno prende sostanza e torna alla ribalta l’arbitro che forse vuole farsi perdonare per la svista precedente e sessanta secondi dopo il rigore non se la sente di ri-ammonire Fazio che commette fallo altrettanto solare su Iniesta. L’argentino era già stato ammonito (e pesantemente redarguito proprio da Turpin nel primo tempo), quindi sarebbe scattato il rosso.
Di Francesco vede Nainggolan e De Rossi sfiorare la terza marcatura e decide di giocarsela fino in fondo: dentro prima Under (al posto di Schick, finalmente applaudito e stimato) e poi El Shaarawy per Nainggolan (forse il meno concreto). Proprio l’ultimo arrivato ha l’occasionissima per il 3-0, quando impatta un cross di Florenzi, ma Ter Stegen è lì, a ribattere sulla linea di porta.
Esce Iniesta, stremato dalle tante corse a vuoto, e la Barca affonda. All’82’ c’è l’ennesimo calcio d’angolo di cui si occupa Florenzi: un tiro tagliato a rientrare, sul quale piomba Manolas anticipando compagni e avversari. Palla nell’angolo opposto a quello dell’impatto di testa. L’Olimpico rischia di crollare, per un boato che non si sentiva da una vita. E’ 3-0. Ci sono da giocare altri dieci minuti, considerando l’inevitabile recupero: un’eternità… Ma non ci sarà il Game Over: la Roma fa Bingo, è in semifinale in Champions League!

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