Andiamo in …Barca. Testa e cuore: alla Roma si chiede solo questo

Meglio non poteva andare. Cerchiamo di andare un po’ contro corrente e mettiamo a fuoco il sorteggio dei quarti di finale tentando di far luce su quella realtà che in tanti tentano di nascondere. Sappiamo tutti che fatta eccezione per il Siviglia, e in parte per il Liverpool, il sorteggio avrebbe regalato alla Roma un avversario più che temibile. In cima alla lista degli avversari c’era sicuramente il Barcellona, ma pensate che saremmo più sereni se dall’urna fosse uscito il nome del Real Madrid o del Manchester City, del Bayern Monaco o della Juventus?
E allora, meglio non poteva andare perché – scusate il gioco delle parole – comunque vada non sarà un insuccesso. Il precedente catastrofico contro il Barca, con la Roma targata Rudi Garcia, dice proprio questo: peggio non si potrà fare e l’uscita dalla Champions ad opera di Messi & Co. non potrà che essere salutata come un ..fatto dovuto, qualcosa di già scritto. E allora? Allora è il momento di vedere il bicchiere mezzo pieno, se non pieno del tutto nel senso che la squadra avrà la consapevolezza delle difficoltà, del valore dell’avversario, della comprensione dei propri tifosi. Ma a quel punto sarà importante solo una cosa: dimostrare di credere nel miracolo. E il fatto che poi questa non riesca a realizzarsi poco importa.
Nel calcio tutto è possibile? Certamente, ma basta che queste possibilità siano ricercato con testa e cuore. Ecco cosa si chiede alla Roma: testa e cuore, a prescindere dai sogni che nessuno può vietare o negare.

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