Altro che minimo sindacale: che brava la Roma. E ora buon viaggio…

Stavolta i tre punti non sono sinonimo di minimo sindacale. Anzi. Avete presente la partita stanca e irritante disputata contro il Genoa a metà settimana? Beh, immaginatevi l’esatto contrario, in qualsiasi settore del campo, in qualsiasi atteggiamento umorale, in qualsiasi considerazione tecnica e non. Un’altra Roma, di quelle che Di Francesco sogna anche di notte perché è facile entrare in campo concentrati contro il Barcellona in Champions nella sfida che vale una vita (calcistica…). E’ molto meno semplice farlo a Ferrara, contro una Spal che veniva da ben otto risultati positivi e che sul proprio campo aveva fatto soffrire – strappando addirittura un pareggio – sia la Juventus che il Napoli.
Diciamolo facendo gli scongiuri: modo migliore per preparare la trasferta di Liverpool non c’era. Se l’avesse studiata a tavolino, il Mister romanista non avrebbe sicuramente pretese tant, cioè tre gol, almeno un numero doppio di occasioni fallite e alcune risposte che si attendevano da tanto, troppo tempo. A cominciare dal gol di Patrik Schick, un digiuno che finisce dopo un anno esatto e che quasi sicuramente sarà determinante nel dare nuova linfa psicologica ad un ragazzo che tutti stanno aspettando da mesi. E riteniamo doveroso anche l’omaggio a Gonalons, finalmente su livelli da …capitano del Lione.
Un ultima annotazione, riguarda l’autore dell’autogol che ha sbloccato la partita: Francesco Vicari è un ragazzo romano di 23 anni che ha un passato a Trigoria, cioè in giallorosso. Ma non ha mai fatto mistero della sua fede laziale e a questa partita ci teneva maledettamente. Ha firmato l’autorete e si è infortunato: a volte i gufi stramazzano a terra…

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