Alla scoperta di Alisson, il numero 1 tutto casa e Bibbia…

“Sono una persona tranquilla, riservata, amo stare in casa. Chi mi conosce sa che mi piace stare con gli amici, la famiglia, mia moglie. Raramente trascorro il tempo libero in maniera diversa. A volte amo fare un viaggio breve, andare in campagna e al fiume a pescare. Sono un tipo semplice, di famiglia semplice. Cerco di dare il meglio in qualsiasi cosa che faccio, non solo nel calcio” dice Alisson Becker, a tutti gli effetti il numero 1 della nuova Roma di Eusebio Di francesco, in un’intervista rilasciata a suo tempo da Globoesporte.com e ripresa, tra gli altri, dal sito forzaroma.info.

Era un bravo alunno a scuola?
“Sì, fino ad un certo punto, finchè era necessario. Dopo ho capito che la cosa più importante era il calcio e lo studio è passato in secondo piano. Ho sempre cercato di conciliare le due cose, ma arrivi ad un punto che devi scegliere, Quando ho iniziato ad allenarmi tutti i giorni a volte due volte al giorno, studiavo la notte. Poi quando ho iniziato ad andare nelle nazionali giovanili, studiare diventava un problema. Oggi cerco sempre di essere informato sulle notizie in generale, ogni tanto leggo un libro, ma quello che leggo più di tutti è la Bibbia, sono legato molto alla religione e a Gesù. Mi piacciono molto i libri ‘motivazionali’ ,”Fuori dal comune” l’ultimo che ho letto, racconta un fatto reale, la storia di Tony Dungy, uno dei pochi che ha vinto in NFL da giocatore e da allenatore. Mi piace leggere queste tipo di storie, Cerco di non leggere troppo notizie di calcio altrimenti impazzisco”.

Quanto sta con gli amici fuori dal calcio, di cosa le piace parlare?
“Parliamo di tutto. Un po’ di lavoro, è inevitabile parlare di calcio. Io amo il calcio, e mi piace viverlo sempre, indipendentemente dal posto dove sono la gente parla sempre di calcio. Io amo il dibattito, sempre con persone tranquille, senza litigare. Mi piace la buona musica”.

Ama cucinare o solo mangiare?
“Cerco di provare a cucinare. A volte mi piace farlo, ma sono un po’ pigro. Adoro fare il churrasco (carne alla brace ndr). Il lunedì, che sono libero, si trasforma in una domenica. Quando sto davanti alla brace, con la carne sopra al fuoco, sono un uomo felice. E’ una cosa che piace a chiunque lo provi”.

Da piccolo aveva un soprannome?
“Non ne ho mai avuto uno. Alcuni mi chiamano Ali, ma pochissimi. Quasi tutti mi chiamano per nome”.

In casa chi comanda? Lei o sua moglie?

“Io (e ride)”.

Come è cambiato Alisson dopo il matrimonio?
“Sono cambiate un po’ le abitudini. Prima stavo più con gli amici e i familiari, cose che si fanno da single. Oggi sto sempre con mia moglie. Senza, però, lasciare da parte amici e parenti. Non è cambiato niente, invece, in relazione al calcio”.

Come vive lei, e sua moglie Natalia principalmente, la popolarità?
“Ci siamo abituati. L’affetto dei tifosi è enorme. Qualsiasi cosa che fanno mi fa piacere, senza esagerare. Ci rispettano sempre”.

Se non fosse giocatore sarebbe un modello?
“Non ci ho mai pensato a questo. Ho sempre avuto in testa solo la volontà di fare il calciatore. E le cose sono andate per il meglio. A volte me lo chiedo. Credo che oggi starei studiando, forse avrei fatto la carriera militare, che è sempre stata una cosa che amavo fare”.

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